Royal wedding, il matrimonio di Eugenie in 90 secondi

Un matrimonio dinastico in tono minore, ma neppure poi tanto: un po' meno Reale rispetto a quello fra il principe Harry e Meghan Markle che a maggio aveva fatto accendere i riflettori del mondo, e tuttavia con ancor più 'celebrities' di allora.

Stavolta a dirsi sì nella cappella di Saint George del castello di Windsor sono stati la 28enne principessa Eugenie - nipote della regina, figlia secondogenita di Andrea, duca di York, e di Sarah Ferguson, nona in linea di successione al trono britannico - e il 'borghese' Jack Brooksbank, manager di un'azienda importatrice di tequila.

In una giornata ventosa, con qualche cappello a rischio di volar via, la sposa ha sfoggiato un sobrio abito bianco disegnato dagli stilisti inglesi Peter Pilotto e Christopher De Vos, leggermente 'off the shoulder', con una scintillante tiara della collezione di Sua Maestà decorata di zaffiri verdi, ma senza velo. Decisa a non nascondere la cicatrice, visibile nella scollatura, di un delicato intervento ortopedico subito nell'infanzia. Ha raggiunto l'altare accompagnata dal padre e ha affrontato la cerimonia con il sorriso stampato sul volto, fra gesti e occhiate d'incoraggiamento verso Jack: intimidito di fronte a una platea di 850 ospiti d'onore, dalla sovrana in giù.

Un parterre di tutto rispetto, al di là della cornice di questo evento dai colori autunnali che non poteva certo avere lo sfondo di curiosità planetaria dilagante della favola di Harry e Meghan. E comunque capace di imporsi sui media, di richiamare la diretta tv (con l'Itv a rimpiazzare la Bbc), d'attirare persino un certo calore popolare: senza folle oceaniche né il tutto esaurito negli hotel, ovviamente, ma nemmeno con le strade vuote al passaggio della carrozza con la nuova coppia. Della Royal Family non mancava nessuno (salvo Camilla, assente giustificata per un viaggio in Scozia). A cominciare da Elisabetta II, in azzurrino pallido, e dal principe consorte Filippo, che a 97 anni è tornato a farsi vedere in pubblico quasi a voler mettere una pietra sopra l'ostilità del passato verso la madre della sposa, l'inquieta e fin troppo disinvolta 'Fergie la rossa'.

Presenti anche Carlo e naturalmente i reali della generazione di Eugenie: William e il cugino-amico Harry, con le rispettive consorti, Kate e Meghan, tanto elegantemente discrete nei loro vestiti color prugna e blu navy (firmati McQueen e Givenchy) quanto attente a non rubare la scena. A coronare il rito religioso, celebrato secondo la tradizione della liturgia anglicana, l'emozione della voce di Andrea Bocelli che, accompagnato dalla Royal Philharmonic Orchestra, ha intonato l'Ave Maria e il Panis Angelicus, prima dei ricevimenti offerti dalla regina e da Andrea in chiusura di giornata.

Una giornata all'insegna del jet set in casa Windsor: dalla musica, al cinema, alla moda. Senza i coniugi Clooney, né i Beckham (non invitati - pare - a dispetto degli annunci mediatici), ma con una parata di star da tappeto rosso: Liv Tyler, Demi Moore, Kate Moss, Naomi Campbell, Ricky Martin, Ellie Goulding, James Blunt, Stephen Fry solo per fare qualche nome. O ancora Robbie Williams (la cui figlia Theodora ha preso posto nella corte di paggetti e damigelle con i principini George e Charlotte, pargoli dei duchi di Cambridge).

E la regina dei flash Cara Delevingne, top model amica d'infanzia d'Eugenie, spiritosa e sicura del fatto suo in un look volutamente controverso: frac nero alla 'maschietta' con tacchi a spillo e cilindro sulla testa.