Ezio Bosso, quando la malattia imprigiona il corpo: di cosa soffre il pianista e le novità della ricerca

Ci sono malattie terribili che, anche se non possono distruggere un talento, lo imprigionano in una gabbia. Lo fanno in modo graduale, ma inesorabilmente. Ci si ritrova così ad essere drammaticamente lucidi, mentre il proprio corpo si arrende e pezzo dopo pezzo diventa pietra. Non sappiamo il nome della malattia che affligge il noto musicista, compositore e direttore d'orchestra Ezio Bosso, 48 anni. Ma sappiamo che gli ha portato via il pianoforte. «Se mi volete bene, smettete di chiedermi di mettermi al pianoforte e suonare. Non sapete la sofferenza che mi provoca questo, perché non posso, ho due dita che non rispondono più bene e non posso dare alla musica abbastanza», confessa al pubblico barese che ha incontrato qualche giorno alla Fiera del Levante. Guai però a parlare di abbandono della musica. Qualunque sia la malattia che ha colpito il musicista, il suo talento rimane intatto. Tanto che continuerà a fare il direttore d'orchestra. «Niente pietismi, non mi sono ritirato», precisa Bosso su Facebook. «Chiariamoci bene: ho solo risposto che non faccio più concerti da solo al pianoforte perché lo farei peggio che mai e già prima ero scarso. Cosa che avevo già annunciato 2 anni fa. Ma sono molto felice continua - perché faccio il mio mestiere di direttore». Le malattie che possono imprigionare il talento e l'anima sono molte, anzi troppe. Tante le ipotesi, su quella che ha colpito Bosso. Inizialmente si è parlato di Sclerosi laterale amiotrofica (SLA), ipotesi poi smentita. Quello che sappiamo del musicista torinese è che la diagnosi è arrivata nel 2011 dopo un intervento per tumore al cervello. Questa malattia oggi ha compromesso l'uso delle sue mani e, in futuro, chissà cos'altro. C'è chi ha ipotizzato una malattia autoimmune, come la neuropatia motoria multifocale che colpisce i nervi motori, quelli che trasmettono i segnali dal sistema nervoso centrale ai muscoli. I sintomi sono molto simili a quelli della Sla, come gli spasmi muscolari.