LA RABBIA DELLA MAMMA DI ISABELLA - «A Freddy stringerei il collo fino a farmi dire dov’è il corpo di mia figlia»

PADOVA - Nella villetta di Albignasego tutto è rimasto uguale. Lo studio, il letto in ordine, il telecomando sul tavolino. Come se Isabella Noventa, 55 anni, segretaria, fosse appena uscita di casa dopo aver salutato la madre Ofelia. E  le avesse annunciato di dover uscire per una pizza con quell’uomo che di lei era follemente innamorato e da cui lei, però, stava pian piano prendendo le distanze.  Fine delle proiezioni.

È Ofelia, 85 anni e un dolore grande così, a riportare tutti davanti alla realtà: «Oggi sono due anni che quei tre assassini me l’hanno ammazzata». Perché nonostante tutto nella villetta si sia cristallizzato al tardo pomeriggio del 15 gennaio 2016, nulla è rimasto uguale. Isabella non c’è più, uccisa dall’ex fidanzato Freddy Sorgato, dalla sorella di lui Debora e dall’amante di Freddy, la tabaccaia Manuela Cacco.

Uccisa da un mix di gelosia e ossessioni e mai più fatta trovare. «Se ce lo avessi di fronte quel Freddy gli stringerei il collo fino a farmi dire dov’è il corpo di mia figlia. Non riesco più a parlare dal dolore che ho», si lascia andare Ofelia, mentre si asciuga una delle tante lacrime che le rigano il viso. «Era un venerdì. Da quella mattina tutte le giornate sono uguali, tutti i due anni sono sempre come il primo giorno», racconta.