Manduria, pensionato morto: video e chat della baby gang, «come l'avete combinato il pazzo?»

MANDURIA - Un filmato di pochi secondi. Le urla strazianti di Antonio Cosimo Stano che si alternano alle risate dei ragazzini. Il pestaggio ripreso e memorizzato sui telefonini. E proprio sui telefonini si è concentrata l'attività investigativa per la morte di Stano il 66enne di Manduria, con problemi psichici, rapinato, picchiato, bullizzato e morto dopo una agonia durata 18 giorni all'ospedale Giannuzzi. "Come l'avete combinato il pazzo?", dice uno dei ragazzini della baby gang sotto al video scambiato in chat, che mostra la violenza sull'anziano. Le immagini assomigliano alle riprese del film Arancia Meccanica di Kubrick, dove Alex, in cerca di emozioni forti, compie quotidianamente azioni criminali. 

IL VIDEO
Così i quattordici indagati di Manduria, tra i quali due soli maggiorenni, che si scambiano tra loro le immagini della follia nelle quali si vede, come scrive "Il Corriere della Sera", il branco entrare in casa dell'uomo. Uno di loro brandisce un tubo flessibile come quelli delle docce. Urla, qualcuno batte una frusta a terra. Antonio è in trappola: gli mettono un maglione in testa e lo deridono. Davanti all'obiettivo un ragazzino, con la vittima che non fa in tempo a chiedere il perché di quel'aggressione quando viene colpito con violenza da una spinta che lo fa finire a terra.

IL BRANCO
Il più piccolo dei 14 indagati non ha ancora compiuto 16 anni, il più grande ne ha 22. Sono tutti amici, nati e cresciuti a Manduria, un piccolo comune in provincia di Taranto. Posano sui social con le facce pulite dalle quali mai ci si aspetterebbe il massacro impietoso messo a segno per divertimento
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LA RICOSTRUZIONE
I poliziotti, raccogliendo una segnalazione dei vicini di casa, erano intervenuti il 6 aprile scorso nell'appartamento dell'uomo trovandolo su una sedia, in uno stato psico-fisico precario, e in condizioni di assoluto degrado. Il 66enne soffriva di un disagio psichico e aveva paura di uscire dal suo appartamento. I bulli lo chiamavano «il pazzo del Villaggio del fanciullo», dal nome dell'oratorio annesso alla chiesa di San Giovanni Bosco che si trova davanti alla sua abitazione.

BULLIZZATO DAL 2012
La vittima, secondo alcuni vicini di casa, era diventata bersaglio dei bulli sin dal 2012. Dichiarazioni che sono al vaglio delle due Procure - quella per i minori e quella ordinaria - che si occupano della vicenda. Il capo d'imputazione, come spiegato dall'avvocato Lorenzo Bullo che assiste cinque minori e uno dei maggiorenni indagati, «è provvisorio.

QUEI 300 EURO RAPINATI
L'ultimo episodio di percosse che si ipotizza risalirebbe a febbraio». «Il decesso - sostiene il legale - è avvenuto a distanza di settimane. E anche in relazione alla contestazione dello stalking, si parla di presunti episodi che sono scollegati. Non abbiamo ancora alcun elemento per valutare la fondatezza o meno di queste imputazioni». Il pensionato avrebbe subito aggressioni anche per strada. Qualche giorno prima del suo ricovero, i bulli lo avrebbero percosso sottraendogli 300 euro.

LA PAURA DI USCIRE DI CASA
L'uomo, visibilmente provato, non dormiva e non si alimentava da giorni. Oggi è stata eseguita l'autopsia dal medico legale di Bari, Liliana Innamorato, ma ci vorranno ulteriori esami di laboratorio per stabilire se la morte del 66enne sia stata causata dai traumi subiti a seguito delle aggressioni oppure, ad esempio, dallo stato di prostrazione e di degrado in cui l'anziano era caduto dopo essere stato bullizzato.

La notizia ha profondamente scosso la comunità manduriana. In molti, attraverso i social network, esprimono rabbia e indignazione nei confronti dei protagonisti delle violenze e di quanti, pur essendo a conoscenza delle aggressioni, non abbiano fatto abbastanza per impedirle.