Il mistero del mare nero di Salerno: l'acqua ha cambiato colore

Video di Filippo Folliero

Acqua nera che bagna la spiaggia di Santa Teresa e parte del lungomare Trieste. È in questo scenario che ieri mattina i cittadini di Salerno hanno iniziato la loro giornata, chiedendosi a cosa fosse dovuto quest’ennesimo caso di acqua di un colore ben diverso da quello che dovrebbe avere uno specchio di mare pulito. Nero è il colore predominante, e sul caso le autorità competenti stanno già provvedendo a verificare l’entità della sostanza, apparentemente oleosa, che è saltata subito all’occhio dei cittadini. Infatti, tante le segnalazioni arrivate all’assessore all’Ambiente del comune di Salerno, Angelo Caramanno, che è stato tra i primi ad attivarsi per avere delucidazioni sulla vicenda: «Appena ho saputo della situazione in essere e del colore dell’acqua, ho immediatamente allertato gli uffici competenti per fare chiarezza e capire a cosa fosse dovuto il colore dell’acqua, attendiamo delucidazioni».

In passato, si sono verificati altri casi simili, come quando l’acqua divenne rossa a Santa Teresa, durante l’estate appena trascorsa, che generò pesanti polemiche. Proprio per evitare confusione accomunando questo caso a eventi del recente passato, anche il consigliere comunale di «Salerno di Tutti», Gianpaolo Lambiase, ha allertato le autorità competenti tra cui la capitaneria di porto di Salerno: «Ho inviato materiale fotografico alla Guardia Costiera che verificherà l’essenza della sostanza ma apparentemente sembra olio o petrolio che fuoriesce dalle navi». In attesa di ricevere un riscontro ufficiale da parte della Marina Militare, il consigliere Lambiase spiega come dai rilievi portati avanti in collaborazione con Arpac e Salerno Sistemi, dai primi risultati delle analisi risultano dei punti inquinati ma che per ora non sono accomunabili al caso dell’acqua nera: «In estate facemmo delle analisi che hanno dato dei risultati non conformi alle norme di legge. In seguito facemmo delle nuove verifiche con Arpac e Vigili attraverso un tombino, che si trova sul lungomare dirimpetto a Santa Teresa, dal quale è possibile prelevare l’acqua dell’incrocio di due canali che scendono dal centro storico finendo a mare attraverso il canale di scolo detto «chiavicone» – spiega Lambiase – e abbiamo avuto conferma dalla prima parte dei risultati che l’acqua non è conforme al limite di legge, dato che supera del 100% la quantità di metalli pesanti presenti e per questo periodicamente vediamo comparire dell’acqua rossa. Intanto, siamo in attesa dell’esito della seconda parte dei prelievi».